— Adesso, per un mese o due, non avrò più bisogno di voi, — disse ella, pensosa. — Ma temo — e sospirò — che l'effetto benefico che avete prodotto su mio marito non durerà in eterno.

— Nulla dura in eterno, — sentenziò Aldo, sedendosi per abitudine davanti allo scrittoio.

— Ebbene, — disse la signora, — appena egli ricomincia — e qui un nuovo sospiro — vi manderò a chiamare. Per il momento è meglio che non veniate in casa. Però, aggiratevi... così, a distanza. E mandatemi dei fiori. Ordinateli da Shotwell, in Broadway, e ditegli che mi mandi il conto. Potreste anche passare sotto al balcone. Ma non esagerate! Capite bene che se una volta mio marito vi mette alla porta, tutto è finito... tutto diventa impossibile.

— Già, — disse Aldo.

— Ah, — sospirò la signora Van Osten. — Perchè sono necessarie queste cose? Perchè... perchè sono così iniqui gli uomini?

Dopo una breve pausa Aldo chiese piano rispettosamente, con voce di circostanza:

— Mi sarebbe lecito di chiedere chi è la... la persona... per la quale... il signor Van Osten...

— Che domanda impertinente! — disse la giovine donna. — Ma tanto vale che ve lo dica. Tutti lo sanno. E' Madeline Archer, quella delle danze erotiche: quel rettile, quella strega, che balla al Hammerstein vestita di calze nere, di giarrettiere rosa, e d'una collana di perle! Ha reso infelici tutte le mogli di New York.

Aldo scosse il capo con aria di compatimento e di rammarico.

Frattanto i suoi pensieri erano agili e chiari.