— Ah, queste donne! queste misere donne! — mormorò lo zio Giacomo, e tornò rabbiosamente al suo lavoro.

Valeria andò a una Banca, e dopo molte spiegazioni superflue e confusionarie da parte sua, ne emerse un quarto d'ora dopo con cinque mila lire e dell'oro, dell'argento e del rame chiusi nella rigonfia borsetta.

— Ora, — disse Valeria tra sè, — andrò da Cook, che me li cambierà in denari americani. O forse si può spedire in qualche altro modo. Domanderò.

E Valeria traversò la piazza del Duomo e prese per via Santa Margherita, pensando a Nancy. Povera piccola Nancy senza un soldo! Povera piccola innocente mamma dell'ancora più innocente Anne-Marie! Come erano difficili le cose pratiche della vita!

— Mio Dio! — sospirò Valeria, — vorrei che ci fosse Tom ad aver cura di noi! — e scese dal marciapiede per attraversare la via Manzoni.

Se Tom ci fosse stato, le avrebbe detto: « Aspetta! » Le avrebbe preso il gomito, con quell'aria un po' rude di padronanza che aveva, e l'avrebbe ricondotta un passo indietro per lasciar passare il tram che veniva dalla destra, e una carrozza, e dietro alla carrozza un automobile (oh, ancora lontano!), che veniva liscio e rapido dalla sinistra.

Ma Tom, o ciò che restava di Tom, giaceva nel cimitero di Nervi colle mani incrociate. E nessuno disse a Valeria: « Aspetta »! Dunque ella scese lesta e leggiera dal marciapiede, tenendo stretto in una mano la borsetta viola, e nell'altra l'ombrellino e la veste. Vide il tram che s'avvicinava sul binario opposto e si disse che aveva tempo di passargli davanti. Fece di corsa tre o quattro passi, poi vide a sinistra la carrozza già vicinissima a lei.

Comprese che non avrebbe potuto passare, e indietreggiò, rapida.

La carrozza passò... ma perchè il vetturino gesticolava così?... Perchè faceva quella faccia terribile?... Ah! hanno dei gran cattivi caratteri i vetturini, pensò Valeria (il pensiero è rapido)... Poi qualche cosa la urtò nella schiena, e il pensiero si fermò, si spense. Un istante di folle clamore e confusione, di strepiti e urli, in cui le parve che urlasse anche lei... poi il silenzio, nero, chiuso, completo.

... Valeria sentiva un movimento cadenzato, oscillante, ed aprì gli occhi. Non vide nulla. Sopra di lei un tetto di tela grigia, intorno a lei dei muri di tela grigia... Ah, ma i muri ondeggiavano, si aprivano un poco, e lasciavano penetrare la luce. Valeria vide delle case che passavano... e dei pezzi di negozio... e delle persone... La portavano per la strada... Che cosa aveva alla bocca? Valeria alzò la mano nel guanto nero di suède e si toccò la bocca; e si toccò la guancia dove sentiva qualche cosa d'insolito. Cos'era? Il guanto pareva non toccarle la guancia ma i denti... poi qualche cosa di caldo e viscido le corse giù nel palmo della mano e lungo il braccio... D'un tratto ella ricordò il sacchetto viola, rigonfio di denari. Dov'era? Allora cercò di dire: « Dov'è? dov'è? E' per Nancy! » Le parve di averlo gridato forte, ma non udiva che un gorgoglìo, un gorgoglìo e dei soffi, che le uscivano dalla bocca... Poi il nero silenzio si richiuse su lei.