... Adesso era in una piccola stanza chiara. Intorno a lei tutto era chiaro e bianco. Tutto era bianco. Vide dapprima la soffitta. Era di vetro bianco smerigliato... La gente era bianca, eccetto le loro faccie che erano scure e brune sopra le vesti candide.

Una faccia si chinò su di lei, molto vicina. Poi un'altra. Poi una faccia un po' più chiara, con delle ali intorno alla testa. Valeria sapeva cos'era, ma non poteva ricordarsi... Volle sorridere a quella faccia — e sorrise; ma la faccia colle ali non parve accorgersene. Continuava a guardarla, vicina, colle labbra che movevano; e Valeria sentì che una mano le ravviava i capelli. Si provò ancora a sorridere... Ma cosa vedeva quella faccia al posto del sorriso di Valeria?...

Venne un'altra faccia rossa, energica, con gli occhi un poco iniettati di sangue, e dei corti baffi grigi. Valeria sentì che qualcuno le toccava il capo e lo girava di qua e di là. La faccia rossa parlava. Diceva:

— Inutile. Ma possiamo sempre tentare...

Poi un fruscìo d'acqua che corre; uno scrosciar d'acqua... uno scrosciar d'acqua... Valeria stese la mano per fermarlo.

Subito la faccia con le ali comparve sopra di lei:

— Sì, cara! Sì! Coraggio... brava, brava!

Valeria le disse di fermare quell'acqua, ma la faccia non pareva sentire, sorrideva dolce e diceva:

— Sì, sì, cara! non sarà niente. La Madonna aiuta! Brava, brava, poverina!...

Un'altra faccia, e una voce: