— Ma, non so!... Minna....
— Perchè gliel'hai prestato? — disse la piccola, facendo un gesto col capo che la faceva somigliare a suo padre.
— Hai ragione, amore. Non lo farò più. Lo terrò sempre sempre con me, il mio piccolo libro prezioso!... Dunque, dà retta. Io devo togliere quelle parole sciocche e brutte, non è vero? e mettervi invece delle parole belle, e dei pensieri dolci. Altrimenti nessuno vorrà leggere il libro. Non ti pare?
— Già, — disse Anne-Marie, con gli occhi un po' attoniti. — Ci metterai anche le immagini?
— Oh, sì! — disse Nancy. — E vorrei poterci mettere anche delle rime!
— Perchè? a cosa servono le rime? — disse Anne-Marie.
— Non c'è nulla di più bello, — disse Nancy. — Proviamo!
Ma Anne-Marie era refrattaria alla poesia. Lunghe spiegazioni ed esempi, quali: « core » e « amore »; « pianto » e « incanto »; « finestra » e « minestra », lasciarono Anne-Marie sbalordita e irritata.
Nancy la carezzò, paziente.
— Prova a dire una rima anche tu, una sola! Di', tesoro, di': cosa fa rima con « stella »?