S'estasiava al vedere il ragazzo del macellaio sbattere sul tavolo un pezzo di filetto; e le sguaiate risa della nerissima « coloured lady » — così chiamano le negre a New York — che ogni sabato portava la biancheria, erano suoni dolci e dilettevoli al suo orecchio.
Le piaceva anche il pianoforte che qualcuno suonava malissimo nell'appartamento attiguo; il pianoforte che faceva disperare Nancy quando cercava di mettersi a scrivere.
Tu che sorridi ancora inghirlandata
Dal fiore biondo della puerizia....
scriveva Nancy, cercando di non udire lo strimpellamento dei vicini.
Oh glauco-occhiuta, oh cerulo-venata....
— Minna! Minna! cos'è che suonano? — strillava Anne-Marie, saltando dalla seggiola dove l'aveva messa Nancy e correndo in cucina.
Nancy ricominciava:
Occhi d'aurora e bocca di delizia....
— Quella è la canzone della Bowery, — rispondeva Minna, sbatacchiando le posate e i piatti.
— Chi è la Bowery? — chiedeva Anne-Marie.