— Ha detto — disse Anne-Marie, terribile, e scandendo le parole — che tutti i poeti erano morti. Tutti quelli veri. E tu m'hai detto che i poeti non morivano mai.

Nancy sedette sul letto e strinse al cuore la piccola testa morbida e arruffata.

— Ti spiegherò domani, — disse. — E tu non devi ascoltare ciò che si dice nella stanza vicina. Non è una cosa leale.

— Cosa vuol dire leale?

— Onesto, — disse Nancy.

E dopo una lunga spiegazione su ciò che è e ciò che non è onesto, Nancy la baciò e le diede la buona notte.

— Buona notte, — disse Anne-Marie. — E farai meglio di chiudere la porta. Perchè non si può essere onesti, quando si può non esserlo.

E la porta fu chiusa.

L'indomani mattina Anne-Marie domandò subito degli schiarimenti riguardo alla mortalità dei poeti.

— Ecco... — disse Nancy, presa alla sprovvista, avendo dimenticato quell'episodio, — ecco, è così: — e con gli occhi scrutatori di sua figlia fissi su lei, Nancy dovette inventare la sua storia mentre la raccontava, cercando di mettere una nuova immagine nel piccolo libro della mente di Anne-Marie. — Vedi: una volta, il mondo era pieno di rose; ma tutto pieno! I monti ne erano coperti. E allora i poeti vivevano eternamente.