— Torna a leggere, — disse Nancy. — Leggi più lento.

Fräulein ricominciò. E la ragazzina ripetè i versi piano, tra sè.

Poi disse alla governante:

— Continua a dire quelle parole, sempre quelle, finchè ti dirò di smettere.

E Nancy chiuse gli occhi.

— Ma perchè? — disse Fräulein. — Cosa ti viene in mente? — Poi visto che la bimba non rispondeva nè apriva gli occhi, la mite Fräulein Müller, scrollando il capo, obbedì.

... Quella stessa sera Nancy litigò coi suoi amici Bel Popò e Menton Fleuri.

Fräulein, nella penombra della nursery, ripeteva quasi sonnecchiando quei blandi ritornelli, quando al sesto « kikiriki » vide Nancy rizzarsi a sedere nel letto, colle guancie accese e gli occhi saettanti.

— Non dirlo più, — proruppe. — Guai a te se lo dici ancora. Non voglio più sentire quelle stupide cose.

Fräulein, attonita, ammutolì.