Allora Anne-Marie aveva studiato la scala di sol, con immenso stupore di Nancy, che non credeva che in una lezione si potesse imparar tanto.
In dieci lezioni Anne-Marie aveva imparato quindici scale e una ninna-nanna. E poi, in due mesi aveva imparato ciò che gli altri bambini imparano in due anni. Così diceva Markowski sempre più agitato e veemente; e dava delle lezioni sempre più lunghe, e veniva tutti i giorni, invece di due volte alla settimana come era stato convenuto.
— Io non so più cosa vi devo, — gli disse Nancy. — C'è molta confusione nei nostri conti. La lezione di oggi era di due ore: dunque equivale a una settimana. E ieri anche... E avant'ieri? Non so più. Mi pare che siate sempre qui.
— Non importa, non importa, — disse Markowski, agitando le lunghe mani, — mi pagherete un altro giorno. — E, ricordando ciò che aveva udito da George riguardo alle loro condizioni finanziarie, soggiunse: — Potrete pagarmi quando la bambina vi suonerà la Chaconne di Bach.
— Va bene, — disse Nancy, tranquilla, pensando che questo volesse dire tra otto o dieci giorni.
E vedendo Markowski torcersi in silenziosa ilarità mentre riponeva il violino, lo credette un po' pazzo.
Fräulein Müller fece tutto un giorno e metà d'una notte degli astrusi calcoli di divisione e sottrazione in un suo taccuino; all'indomani mattina si recò a New York a trovare Nancy in Lexington Avenue.
— Io ti posso dare ottanta dollari, — disse. — Ti basteranno per fare il viaggio in Europa e andare a vedere i tuoi editori?
Sì, sì; Nancy era persuasa che basterebbero. E Fräulein era un angelo! E grazie, oh, grazie!
— Naturalmente, — disse Fräulein di cui il senso pratico era velato da un nebuloso romanticismo, — questa gente sarà felice di darti qualche migliaio di lire anticipate, anche se il manoscritto non è pronto.