— Spero, — disse Nancy con gli occhi bassi.
— E bada di avere un contratto in regola. Farai bene a fartelo fare dal console o da un magistrato, — disse Fräulein, di cui le idee erano vaghe.
E Nancy promise che così farebbe.
Dunque Fräulein s'avviò frettolosa alla Banca tedesca-americana e ritirò gli ottanta dollari; e qualche cosa di più, perchè Anne-Marie sarebbe venuta a stare con lei, e per Anne-Marie ci volevano delle cose un po' buone da mangiare: delle minestre col brodo ristretto e dei piatti dolci... Il pensiero dei piatti dolci che darebbe ad Anne-Marie le fece cercare in fretta il fazzoletto, perchè sentiva di dover piangere.
— Un giorno sarà riso al latte con prugne cotte; e un giorno sarà charlotte di mele; e un giorno sarà semolina... o anche tapioca... — e Fräulein Müller si asciugò gli occhi, e s'affrettò coi suoi ottanta dollari per Nancy.
Ma ecco che accadde l'inaspettato. Nancy non volle partire. Ogni giorno trovava una scusa nuova per non aver fatto i suoi bagagli, e per non essere andata a fissare la sua cabina. Fräulein s'impazientiva.
— Ma vediamo; cosa ci vuole a mettere nel baule le tue poche cose? Il vestito bleu marino va benissimo per il viaggio. Poi, hai quello grigio e nero a righette che non ti sta molto bene, ma è serio. E' proprio quel che ci vuole.
— Credi? — sospirò Nancy.
— Ma sicuro, — disse Fräulein, — per andare a parlar d'affari bisogna essere vestita in modo adatto. Guai se tu arrivassi lì in tolette frivole ed eleganti... Non ti prenderebbero sul serio. No, no, tu devi essere una donna metodica e inflessibile: anche nel vestire.
— Già, — disse Nancy, con un pallido sorriso.