Appena Fräulein fu partita, Nancy scrisse un bigliettino a George.
George venne l'indomani, all'ora della colazione, e domandò di lei.
Nancy lasciò a tavola Anne-Marie — che mangiava con molte smorfie l'« oxtail soup », una broda nera e glutinosa, — e s'affrettò a entrare nel salotto dove George, timido e lungo, la aspettava.
— George, — disse Nancy, trattenendo fra le sue la mano fredda e umidiccia del giovane, — ho bisogno di denari. Di molti denari.
La stretta di George si rallentò, ed egli ritirò la mano da quella di Nancy. Poi si tirò pensoso la barbetta, recente e non riuscitissima, che aveva coltivato sul mento fuggente.
— Allora, indovino, — disse George, coll'intercalare americano, — indovino che bisognerà darvene.
— Ma me ne occorre tanto! — disse Nancy, — Duecento o trecento dollari, o quattrocento...
— « Stop »! — disse George. — Se andate avanti così non posso starvi dietro.
E tornò a tirarsi la barba.