A Nancy era salito il sangue al viso. Colla fronte rossa di vergogna chiuse la sua porta; si tolse l'abito luccicante ed entrò nella bianca e argentea stanza da bagno, attigua alla sua camera. Fece scorrere l'acqua calda e si lavò la faccia: lavò dagli occhi e dalle guancie tutta la cipria rosa e Rachel, dalle orecchie e dalle narici tutti i « soupçons » e le ombre e le creme e il mascaro e il Leichner. Poi disfece la pettinatura e raccolse le chiome ondeggianti in un largo nodo in cima al capo, come era avvezza a portarle; e indossò la più scura e semplice delle sue fruscianti vesti.
Ma le unghie se le lavò, se le strofinò, se le spazzolò invano. Rimanevano d'un colore vermiglio vivido e aggressivo. E Nancy si sentiva diventar di fuoco ogni volta che le guardava. Allora decise di mettersi i guanti e il cappello. E così fece. Poi sedette nel salotto ad aspettare.
Aspettò quindici minuti. Poi qualcuno bussò alla porta.
Nancy balzò in piedi come se avesse udito un colpo di pistola. Col cuore palpitante fuggì. Si precipitò sotto la portiera, e corse a rifugiarsi nella sua camera, chiudendo l'uscio dietro a sè. No, l'uscio non era chiuso, girò un poco sui cardini e rimase semi-aperto. Nancy lo lasciò così, non osando più muoversi. Udì ribussare più forte alla porta del salotto. Poi udì la porta aprirsi: e qualcuno entrò.
Indi la porta fu richiusa, e dei passi — i passi del cameriere — s'allontanarono per il corridoio.
Qualcuno era lì, nel salotto, a due passi da lei. Qualcuno — un uomo, uno sconosciuto — a cui lei aveva scritto quaranta o cinquanta lettere, e che ella aveva chiamato « Amico mio! Mes amours! Prince Charmant! Mio sconosciuto amore! »
Nancy ritta, immobile, pietrificata dalla vergogna, si era nascosta la faccia nelle mani inguantate di bianco. Non entrerebbe in quel salotto... mai! Neppure se dovesse star qui in piedi degli anni! Mai non avrebbe avuto il coraggio di affrontare quel misterioso personaggio nella stanza vicina.
La situazione diventava ridicola. Il silenzio era teso e intenso in ambe le stanze. Ah! pensò Nancy, quando il flutto di tremila miglia d'Oceano li separava, come si era sentita vicina a lui! Ed ora, con qualche metro di tappeto e una porta aperta tra di loro, egli le era lontano, incommensurabilmente lontano! Era uno straniero, un intruso, un nemico.
Silenzio assoluto. Ma... c'era poi qualcuno, di là?
Sì; c'era. Nancy sentiva che egli era lì, aspettante.