Ogni sera nei diversi alberghi delle diverse città, andavano insieme lungo i corridoi adorni di scarpe; e giunti alla porta della camera di Nancy, egli le diceva:

— Buona notte, Miss Brown, — e la lasciava.

Varcarono il confine e furono in Italia. E subito scesero fino a Napoli, senza fermarsi a Milano, perchè Nancy, dopo tutto, non voleva veder nessuno dei suoi cari — non adesso! non adesso! Cosa avrebbe detto? Come avrebbe spiegato?... Non ci voleva pensare. Penserebbe dopo.

A Napoli il cielo e il mare li inebbriarono, e la gente li deliziò. S'arrampicarono sul Vesuvio. Si meravigliarono di Pompei. Vagarono per Capri. Poi, spinti alla fuga dall'onnipresenza di coppie tedesche svenevoli e sconvenienti, e da comitive inglesi coi « Baedeker » sotto il braccio, partirono in volta della Spezia.

Ivi ricordarono Shelley,

... Shelley, spirito di titano
entro virginee forme...

E finalmente si recarono a Porto Venere, bianca nel sole, sospesa sopra il Mediterraneo come una Naiade timida, che bagni il piede nel mare. E Nancy pregò a lungo nella piccola chiesa bianca e nera in cima al colle. Scesero nella grotta, e fremettero al pensiero che i pesci-cani avrebbero potuto divorare Byron quando traversava a nuoto la baia. Veleggiarono per il golfo e mangiarono delle vongole ed altri malodorosi frutti di mare.

E ogni sera per i corridoi, tra i duplici filari di scarpe, egli la accompagnava fino alla sua porta e le diceva:

— Buona notte, Miss Brown.

Dalla Spezia un piccolo vapore mercantile che costeggiava andando verso il Nord, li prese a bordo.