Ed egli parlò.
— Non somigliava certo a me di mandare così, per il mondo, a nessuno, quei vani e inutili fiori. Nè di scrivere una folle lettera che non era diretta a nessuno, affidandola al caso... E' vero. Ma abbiamo tutti i nostri momenti di follia in cui facciamo delle cose che ci sono aliene; delle cose, come voi dite, che non assomigliano a noi. — Un'altra pausa. — Non somigliava a voi il descrivermi le vostre tende di broccato rosa, e le vostre sigarette profumate, e i vostri gioielli, e i vostri amanti. Non somigliava a voi l'avere attraversato l'Atlantico per venire a Parigi, e a cena, con un uomo che non conoscevate, per vedere se potevate carpirgli dei denari.
— Oh! — gemette Nancy, e si coprì il viso. — E' questo che avete pensato?
— Oh! — disse lui, — è questo che avete fatto?
Poi vi fu silenzio tra loro.
Il capitano del battello si avvicinò per salutarli e dire che si arrivava a Genova in meno di un'ora.
— Ecco Nervi! — E additò la città bianca, graziosa come una manata di fiori gettati sul fianco del monte.
Nervi!... Con profondo, immenso slancio di desiderio, Nancy pensò ancora che sarebbe meglio essere là, tra suo padre e sua madre, tranquilla e al buio: fuori dalla lotta, dalle paure e dalle tristezze.
Il capitano parlò del tempo, poi, con un sorriso benevolo, passò oltre.
E lo Sconosciuto — che non sapeva nulla di Nervi — parlò: