— Dunque parliamo di voi e del vostro lavoro in Italia, — disse lui. — Quando contate di partire?
Quella domanda fece scorrere nelle vene di Nancy un fremito di deliziante agitazione. « Quando contate di partire? » Che allettante, che incantevole frase!
— Potrete essere pronta dopo domani?
Anche in quelle parole che balsamo! che diletto! Nancy avrebbe voluto ascoltare eternamente delle domande simili.
Ma egli aveva cessato di domandare, e aspettava ch'ella rispondesse.
Rispose con esitanza.
— Ma... e il violino di Anne-Marie?
Egli aspettò che ella si spiegasse; ed ella spiegò. Anne-Marie sarebbe diventata uno straordinario virtuoso. Anne-Marie era una portentosa rivelazione di genio musicale — il grande maestro stesso lo aveva detto — e doveva quindi restare a Praga, dove vi era il Professore che le dava delle lezioni che nessun altro le poteva dare, e dove v'era anche Bemolle che dedicava tutto il suo tempo e tutto il suo talento a lei.
Il Selvaggio ascoltò, con gli occhi fissi su Nancy.
— E allora...?