— E' vero. Ma da poi che vi scrissi, il Genio di Anne-Marie si è lanciato a risonante volo verso la luce.

— Avete detto che i vostri pensieri non espressi erano un dolore, che il vostro lavoro non compiuto vi era uno strazio.

— E' vero. Ma debbo io arrestare una viva fontana di musica, perchè i miei muti libri non scritti abbiano vita?

Egli non rispose subito; poi disse:

— Non vi è mai venuto il pensiero che forse la bambina sarebbe più felice, se, invece di essere un genio, non fosse altro che una semplice bambina?

— No, — disse Nancy, — non mi è mai venuto in mente.

— E non sarebbe forse stato meglio se anche voi, invece di essere poeta, foste stata semplicemente una donna felice?

— Ah! forse, — disse Nancy. — Ma voi contate senza il mago... quello di Hamlin, sapete pure!

— Non ne so nulla, — disse il Selvaggio.

— Ma come? non sapete la leggenda del Pifferaro d'Hamlin? del mago dalle lunghe gambe, dalle vesti pezzate, che arrivò a Hamlin, la città infestata dai ratti?