— Raccontatemela, — disse sorridendo il Selvaggio.

E Nancy raccontò:

— « Quanto mi pagherete, » disse al borgomastro il Pifferaro pezzato, « se vi libero la città dalla peste dei ratti? » — « Cinquemila corone, » disse il borgomastro, ridendo di lui. — « Cinquemila corone! » gridarono i cittadini, sperando in lui. — « Va bene, » disse il Pifferaro. E scese nella strada; e suonò il suo piffero per le vie della città. Allora da tutte le case sbucarono i ratti, tutti i ratti, piccoli e grandi, e lo seguirono. Giunse così alla montagna che è in fondo alla città. La montagna si aprì davanti al Pifferaro ed egli vi entrò suonando il suo piffero. E dietro a lui, spingendosi ed azzuffandosi, entrarono tutti i ratti, piccoli e grandi. La montagna si richiuse. E i ratti non tornarono mai più a Hamlin... Passò un anno, ed ecco, il Pifferaro riapparve a domandare che gli si pagassero le cinquemila corone. « Ma che! » dissero i cittadini che non avevano più ratti in casa. — « Ma che! » disse il borgomastro che non si ricordava di averne mai avuti. — « Va bene, » disse il Pifferaro. E scese nella strada e suonò il suo piffero per le vie della città. Allora da tutte le case sbucarono i bambini, tutti i bambini, piccoli e grandi, e lo seguirono, ballando e cantando. Giunsero così fino alla montagna che è in fondo alla città. E la montagna si aprì davanti al Pifferaro ed egli vi entrò suonando il suo piffero. E dietro a lui, spingendosi ed azzuffandosi, entrarono tutti i bambini, piccoli e grandi. E la montagna si richiuse. E i bambini non tornarono mai più a Hamlin. »

Nancy tacque, e nelle chiare iridi veleggiarono i sogni. Poi soggiunse:

— Io ero certo tra quei bambini che il Pifferaro chiamò!

E Nancy rise, con un'ombra di tristezza nelle pupille.

Il Selvaggio la guardava pensando che tra pochi giorni non l'avrebbe veduta più. Ma Nancy seguiva il filo dei suoi pensieri.

— Il Pifferaro della Gloria! E' lui, che già da bambina m'ha chiamata!... Quelli che l'hanno udito, devono seguirlo. Devono lasciar tutto, calpestar tutto, e via, per vette e balze e precipizii, lo devono seguire!... Nei giorni e nelle notti la sua chiamata mi ha scosso i nervi, mi ha tolto a strappi e a brandelli il cuore. Ma non è, non è la sua chiamata che fa male: è di non poterla seguire! E' l'essere fermati e trascinati indietro da tutte le affettuose mani protese! I piccoli doveri quotidiani, come i grandi ed eroici amori, tutti, tutti s'uniscono per fermarci e richiamarci, e trattenerci. E così si resta... E si è vinti e vani e vuoti... Sì, vuoti! Perchè la nostra anima è partita dietro al Pifferaro! — Nancy trasse un lungo sospiro, ricordando molte cose. Poi disse, a voce bassa: — Ma ora il Pifferaro ha zufolato anche per Anne-Marie! Essa lo ha udito, e lo dovrà seguire. E se per seguirlo, il suo cammino passa sulle mie speranze infrante e sui miei libri non scritti, ebbene: glieli metterò sotto ai piedini, e le dirò che calpesti, corra, danzi! E che sia benedetta!

— Che sia benedetta, — ripetè il Selvaggio.

E Nancy disse: