Antonio dormiva, mentre lui stava sveglio. Antonio mangiava, mentre lui aveva nausea. Giunti a Folkestone, Giacomo, che non sapeva d'inglese che « rosbif » e « The Times », era frastornato e affranto. Ma Antonio, ilare e baldo, arricciandosi i baffetti, faceva occhi lunghi e languidi alle ragazze inglesi, che con rapido sorriso lo guardavano, e poi passavano in fretta, fingendo di non averlo veduto.
VI.
A Charing Cross Valeria e Edith, graziose, snelle e timide, li aspettavano.
Valeria, alla vista del suo vecchio zio Giacomo, gli si gettò con latina espansività tra le braccia; mentre la anglosassone Edith, bionda e rigidetta, cercava di non vergognarsi troppo delle voci alte e degli abbracci senza ritegno che prodigavano i nuovi arrivati, incuranti della gente che li guardava sorridendo.
Più tardi, quando furono tutti e quattro installati nel treno che li portava a Wareside, nell'Hertfordshire, Edith si abbandonò interamente al piacere di osservare i gesti dello zio Giacomo e gli occhi del cugino Antonio, che Valeria chiamava « Nino ». Egli disse ad Edith che lo chiamasse Nino anche lei, e le parlò in una lingua che egli chiamava « banana-english ».
Ed egli era così divertente che Edith rise e rise, finchè le venne la tosse, e tossì e tossì fino alle lagrime. Allora tutti dissero che non si riderebbe più. Fu un viaggio delizioso.
Quando il treno si fermò alla placida stazione campestre di Wareside, scesero e trovarono la signora Avory colla piccola Nancy ed il nonno ad aspettarli.
E vi furono nuovi saluti e nuovi abbracci. E quando, in due carrozze, arrivarono al portico della Casa Grigia, ecco sul limitare anche Fräulein Müller ad accoglierli, tutta rossore e ritrosia, col suo vocabolario italiano sotto il braccio.
Presero il thè molto allegramente, tutti parlavano in una volta, anche il vecchio nonno, che continuava a domandare: « Ma chi è questa gente? Ma chi sono queste persone? » rivolgendo la sua domanda soprattutto allo zio Giacomo, il quale, del resto, non comprendendo una parola d'inglese, gli sorrideva, rispondendo: « Yes. »