Poi, con gesto deciso e rapido lo appoggia alla spalla sinistra e si mette in posizione.

Di nuovo il direttore d'orchestra batte due colpi secchi sul leggìo, e alza il braccio.

Br-r-r-r-r-r, rullano i timpani.

« Re-do-si, re-do-si, re-e-e-e », sospirano in terze i clarinetti. — Una pausa. Anne-Marie alza lentamente il braccio destro e attacca il « sol » basso con arco deciso. La lunga nota freme, bassa e vibrante, con voce di violoncello. Ed ecco che Anne-Marie spicca la volata della cadenza ascendente, e si ferma sul pianissimo « re in alt », colla morbida sicurezza con cui una piccola volatrice di trapezio mette dopo un volteggio il piede fermo.

Bemolle, che stava in piedi, si siede improvvisamente. Il Professore che era seduto, si alza in piedi.

Ora Anne-Marie lancia come un razzo la seconda cadenza. Fräulein, solitaria e raggiante in una poltrona nel centro della platea vuota, muove la testa su e giù, continuamente e rapidamente come un giocattolo chinese. Nancy tiene il viso coperto colle mani.

Ma la ragazzina, col capo chino sopra il suo istrumento suona il Concerto e non vede nulla. D'improvviso trasale, udendo dietro a lei il subitaneo rombo metallico degli istrumenti d'ottone; senza smettere di suonare e volgendo un poco il capo, li sogguarda con occhio incerto. Poi li comprende, li dimentica, e si lancia nella musica perdendovisi come in un mare di delizie. Sirena alata, ella passa e scorre, ondeggiante e lieve pel variato Andante; si affonda, si sommerge nelle profondità cupe dell'Adagio; poi si scaglia con subitaneo volo, vivido e scintillante — con un brillìo d'acque cascanti, un luccichìo di stelle, un saettar di razzi — nella sfolgorante magnificenza dell'Allegro finale.

Un profondo silenzio. L'orchestra non ha applaudito; Kalas si volta; con gesto lento incrocia le braccia, e guarda il Professore. Ma il Professore sta cercandosi in tasca il fazzoletto. Si soffia il naso, e non guarda nessuno.

Allora Kalas scende dal suo scanno, e prendendo solennemente una manina di Anne-Marie se la porta alle labbra e la bacia.

Poi risale lesto al suo posto, batte il leggìo per far silenzio, e dice: