— Bisogna essere armati di tutto punto, — continuò il Professore. — Vedi; tu dopo il concerto vai alla cassa, e lì c'è l'agente o l'impresario che ti dà tutti i biglietti e tutto il denaro che ha preso. E tu devi contare i biglietti e contare il denaro; e devono corrispondere. Vedi?

Sì, Bemolle vedeva.

E così partì, armato di tutto punto. E seguì a puntino i consigli datigli dal Professore. Sempre, in tutte le città, dopo tutti i concerti, si presentava con aria d'uomo positivo e rotto agli affari, alla cassa, dove il sorridente agente o impresario aveva già fatto da due ore i conti. E Bemolle prendeva con viso fosco e aria importante il nitido « bordereau », e i bene ordinati biglietti d'ingresso, e i denari ben accomodati a pacchi e mucchietti.

Allora Bemolle guardava accuratamente il bordereau, e contava i biglietti, e contava i denari; (il sorridente impresario intanto girellava fumando, o se n'andava addirittura, osservando a Bemolle che tanto aveva completa fiducia in lui!) E tutto corrispondeva sempre con la massima accuratezza.

Dunque dal lato affari le cose erano in ordine; e Bemolle si domandava perchè mai fosse prevalente quell'ingiusta superstizione riguardo alla disonestà degli impresarii.

La immensa sala del Musik-Verein era affollata per il primo concerto di Anne-Marie. Era gremita e rigurgitante per il secondo, e per il terzo, e per il quarto. Una bionda arciduchessa invitò la fanciulletta a suonare per i suoi bambini, e la piccola bocca di Anne-Marie apprese a formulare le frasi che si rivolgono alle Altezze Reali, e le sue gambette nere furono addestrate a inchini e riverenze.

Poi fu Berlino che telegrafò perchè venisse « das Wunderkind »; e la piccina miracolosa andò a Berlino e suonò del Bach e del Beethoven nella consacrata « Saal der Philharmonie ». Due vecchi alti e canuti vennero alla fine del concerto a vederla nella sala degli artisti; e solennemente le baciarono la fronte innocente ed ispirata, invocando su lei la benedizione del cielo.

Quando partirono, Nancy vide Bemolle che si precipitava dietro a loro; vide le due venerande figure fermarsi e parlare con lui, poi, sorridendo, stringergli la mano.

— Ma che cosa avete fatto, Bemolle? — chiese Nancy.

E Bemolle, che dal debutto di Anne-Marie in poi pareva costantemente dibattersi in un mare di commozioni, esclamò col viso pallido e gli occhi rossi: