E l'aquila del Genio non la scoteva più, sfracellandole colle grandi ali il cuore.
Ella era come il Silente Violino: i canti che l'anima sua non aveva espressi, erano morti in lei.
XXVI.
Fu a Parigi che avvenne ciò che Nancy già da tempo vagamente aspettava e paventava.
Ella era sola all'albergo, nel suo salotto. Fräulein era andata con Anne-Marie — e con un grosso volume sulla Rivoluzione Francese sotto al braccio — al Giardino delle Tuileries.
Il ragazzo del « lift » bussò alla porta e annunciò una visita; subito, senza attendere consenso, un signore entrò. Era Aldo! Aldo, colla barba quadrata, e un occhialetto pendulo — Aldo, immacolato e irreprensibile, col cilindro in mano.
Egli si fermò sulla soglia, guardando in viso a Nancy. Poi si avanzò, depose il cappello su una sedia, stese ambe le mani ed esclamò con voce bassa e fervida:
— Nancy!
Nancy era balzata in piedi, ed ora, col respiro rapido ed affannoso, gli stava innanzi pallida e sottile nella chiara vestaglia. Egli fece un altro passo verso di lei, sempre con le braccia tese. Allora Nancy avanzò una mano diffidente che suo marito afferrò e strinse tra le sue. Sul dito mignolo di Aldo brillava un anello di brillanti.