Nancy balzò in piedi, sfuggendo a lui; e lo guardò atterrita. Che cosa aveva detto? « Sfruttare Anne-Marie! »... Sfruttare Anne-Marie? Lui poteva credere questo? Altri potevano credere questo?..... che ella sfruttasse Anne-Marie?

Nancy si coprì il viso e scoppiò in disperato, irrefrenabile pianto. Singhiozzava e gemeva, torcendosi le mani. Aldo, guardandola, comprese che questo non era il pianto che egli era avvezzo a udire e a comprendere. In questo pianto erano tutte le speranze infrante di Nancy; tutte le sue aspirazioni perdute; tutto ciò che per amore di Anne-Marie ella aveva sacrificato e soffocato, e cercato con preghiere e flagellazioni di scordare. Il suo lavoro, il suo Libro, le sue speranze, i suoi sogni di gloria — tutte le cose che aveva messo sotto ai piedini di Anne-Marie e che essa, correndo alla celebrità, aveva così gaiamente calpestato — risorsero nella sua memoria come spettri di esseri trucidati. Nancy ricordò le splendide ali del suo proprio Genio ch'essa, per dar libero volo ad Anne-Marie, si era divelte penna a penna — e le ferite s'aprirono e sanguinarono ancora.

— Non è vero ch'io abbia sfruttato Anne-Marie, — disse, levando verso Aldo le iridi acquarellate di pianto; — tutto il denaro che ha guadagnato nei suoi concerti è stato messo via per lei. E' sacrosanto. Nessuno lo ha toccato.

— Allora come avete vissuto? — chiese Aldo.

— Ho preso dei denari a prestito, — diss'ella con occhi di collera e di sfida. — Tanti denari, che renderò quando potrò.

— A chi? — chiese Aldo, aggrottando le ciglia.

Nancy non rispose.

— Puoi ripagarli subito, — diss'egli col viso cupo.

E non parlò più. La frivola pendola sul caminetto suonò le quattro con tintinnante cariglionetta.

— Dov'è la bambina? — chiese Aldo a bassa voce.