Il sangue era corso come una fiamma sulla fronte di Aldo. Egli cadde in ginocchio davanti alla bambina e le prese le mani, e se le premette sugli occhi e sulle labbra:
— Piccola mia! Piccola mia! — e le facili lagrime meridionali gli piovvero dagli occhi.
Anne-Marie disse a sè stessa: — Questo deve essere un musicista tedesco. — Finora soltanto i musicisti tedeschi erano stati a questo punto espansivi ed eccitabili.
Si volse a interrogare con gli occhi sua madre, ma questa teneva chinato il capo.
— Posso rimanere, posso rimanere, Anne-Marie? Vero, che non vuoi ch'io torni via tutto solo? Dillo, dillo a tua mamma, che mi lasci restar qui e aver cura di voi!
Anne-Marie fu molto sorpresa.
— A noi non piace che si abbia cura di noi, — disse. E soggiunse per non offendere questa strana persona: — Grazie lo stesso.
Aldo rise traverso le lagrime.
— Cara, cara adorata! — e le baciò la manica della giacchettina.
Anne-Marie era una persona ragionevole e non le piacevano le emozioni degli sconosciuti. E poi, aveva fretta.