Se Nancy diceva: « Che belle nuvole rosse! » Fräulein subito cominciava:

— Sai che cosa sono le nuvole?

— No, no! — gridava Nancy. — Non so, e non voglio sapere. — E correva via per non sentire.

Ma i diciassette anni di Edith e le otto primavere della piccina s'accordavano armoniosamente: l'aurora dell'anima di Nancy, avvivata da presaga fiamma, urgeva a più rapido mattino; mentre la breve giornata di Edith, già oscurata da un invisibile gelo, volgeva alla sua fine prima ancora di giungere al meriggio.

Così le due anime fanciulle s'incontravano, e il loro amore saliva concorde come l'unirsi vivido e puro di due fiamme.

Fu la domenica di Pasqua che Fräulein apparve, in ritardo e senza Nancy, al lunch. Fräulein si scusò.

— Nancy non viene. E' in giardino a scrivere una poesia. Dice che non vuol mangiare.

La signora Avory rise, sorpresa. Nino disse:

— Si può sapere di che cosa tratta la poesia?

— Ma mi pare — disse Fräulein — che si tratti della sua bambola spezzata e del suo canarino morto.