Valeria si era fatta rossa e disse con voce un po' tremante:

— Ma, Edith, non dovevi lasciarti tirare indietro i capelli a quel modo. Non so cosa pare...

— Pare una torta, — disse la piccola Nancy. — E a me piace molto.

La signora Avory sorrise.

— Ma cosa ti viene in mente, Edith? E perchè ti sei messa quell'orrido vestito color tabacco, che ti ho detto di non portar più?

Ma Edith, invece di rispondere, parlò della passeggiata nel bosco; e poi Nino raccontò del tennis...

E così Edith adottò la pettinatura della Germania del Nord. Non volle più andare al tennis perchè le faceva venire un dolore in una spalla; e andò ogni giorno, sola con Nancy, a fare delle lunghe passeggiate.

La piccola Nancy era un'adorabile compagna. Poco a poco Edith si trovò ad aspettare con lieta impazienza l'ora della passeggiata giornaliera; le piaceva sentire la calda dolcezza di quella manina fidente stretta alla sua, e la garrula voce di allodoletta al suo fianco.

Nancy faceva poche domande. Preferiva non sapere tante cose. Non le piacevano più i fuochi d'artifizio da che, una volta, ne aveva visti di giorno, avvolti in carta dentro ad una cassetta. Ma come! Non erano dunque i bambini delle stelle?

Tutte le definizioni di cose e di fenomeni che Fräulein le faceva, urtavano la sua fantasia quanto l'accento tedesco di Fräulein le feriva l'orecchio.