— La tosse di Sally peggiora! — ripetè il nonno.

La signora Avory alzò gli occhi dal suo ricamo.

— Zitto, zitto, papà! — disse, scotendo la testa in aria di rimprovero.

— Ho detto che la tosse di Sally peggiora, — ripetè il vecchio. — Tutte le notti la sto ad ascoltare.

— Ma no, ma no, non parlar così, — disse la signora Avory. — Sai bene che la povera Sally riposa in pace da gran tempo. Non è Sally che senti. Forse parli di Edith, che ha un po' di raffreddore.

— Io conosco la tosse di Sally, — sentenziò il vecchio.

La signora Avory depose il lavoro, intrecciando le mani in grembo. Un lento brivido le passò nelle vene, e l'avvolse tutta come d'un lenzuolo bagnato.

— Sally è la mia nipotina prediletta, — proseguì il vegliardo, crollando la testa bianca. — Ah! povera piccola Sally! povera piccola Sally!

La signora Avory, immobile, lo guardava. Un terrore senza nome, un terrore lento, gelido, s'insinuava come una serpe nel suo cuore.

— Edith! E' Edith... che tosse un poco, — sussurrò.