E' Sally! — gridò il vecchio, rizzandosi in piedi. — Io ricordo la tosse di Sally, ed ogni notte la odo.

Seguì un silenzio profondo. Poi nella stanza vicina, Edith tossì.

Il vecchio venne vicino, vicino a sua nuora. Era livido e terribile.

— Ecco: — bisbigliò. — Ecco! hai sentito? Questa è Sally. E voi da tanti anni mi dite che è morta!

La signora Avory si levò. Nei suoi tragici occhi passava la visione spettrale dei suoi figli morti, straziati tutti, dilaniati tutti dal Male orrendo che si accovacciava nei loro petti, che scivolava, subdolo, nelle loro gole, che balzava su di loro e li strozzava appena giungevano al limitare della giovinezza. Ed ora, dunque, anche Edith? Edith, l'ultima nata del suo cuore?... Alzò gli occhi vacui di Mater Dolorosa al volto dell'avo; poi cadde svenuta davanti a lui, con la testa grigia ai suoi piedi.

Fuori, nei campi costellati di margheritine, Nino aveva preso con aria di padronanza il braccio di Valeria.

— Cuginetta, — disse, — ti ricordi come io ti amavo, quando avevi dodici anni? E tu mi schernivi!

— E' vero, — disse ridendo Valeria. — Ma come ti amavo io quando avevo quattordici anni. E tu mi sprezzavi!

— Ma dopo... — riprese Nino, — come io ti adoravo quando ne avevi diciotto! E tu mi scacciasti!

Valeria lo guardò con occhi timidi.