— Ed oggi tu hai ventisei anni; ed io ne ho già ventisette e mezzo.

— Così è. Come sei giovane! — E Nino rise. — La donna che amo ha trentotto anni.

Valeria si fece pallida, poi una vampa rosea le soffuse il volto; e rise, mostrando tutti i denti bianchi e tutte le fossette.

— Che dici? Trentotto anni? quasi quaranta? Io non ci credo.

— Quasi quasi non ci credo neppur io, — disse Nino, ridendo. — Forse non sarà vero! — E si chinò con fare deciso ed autoritario e la baciò sulla guancia.

(Può darsi che nella lontana biblioteca della Casa Grigia lo zio Giacomo con l'orecchio astrale udisse la confortante asserzione di suo figlio? Certo è che la Fräulein, alzando gli occhi dal trentacinquesimo Canto dell'Inferno, credette di vederlo blandamente sorridere nel sonno).

— ... Sei proprio sicuro, Nino, — disse Valeria, dopo avergli con grande difficoltà perdonato quel bacio, — sei proprio sicuro che quella che tu ami non abbia... diciasette anni appena?

E Valeria, mordicchiando un filo d'erba colla testa inclinata sull'omero, gli lanciò di sotto alle ciglia uno sguardo malizioso.

Nino si fermò, sorpreso.

— Chi? Che cosa vuoi dire? Chi ha diciassette anni? — domandò.