La madre si rizzò a sedere e guardò Edith. Subito gli occhi le si inondarono di pianto: cinse il collo di Edith e le sue lacrime piovvero su lei.

— Mamma, mamma, perchè piangi? — chiedeva Edith.

Ma sua madre non rispondeva. Valeria pianse con lei. E anche Edith piangeva, senza sapere perchè.

Sola in giardino, Nancy cantava, lanciata sull'altalena, coi ricci al vento. Quand'ecco il ricordo dei poeti tedeschi le tornò nel cuore, e il loro incantesimo la vinse.

Die linden Lüfte sind erwacht
Sie säuseln und wehen Tag und Nacht
Sie kommen von allen Enden...

I poeti le bisbigliavano le parole maliarde all'orecchio. Traverso gli alberi foscheggianti in fondo al prato si vedeva una striscia d'oro, là dove il tramonto si accendeva in cielo.

Die Welt wird schöner mit jedem Tag
Man weiss nicht was noch werden mag,
Das Blühen will nicht enden!...

Nancy si lasciò scivolare giù dall'altalena. I poeti sussurravano ed urgevano... Fräulein nelle sue lezioni di ieri le aveva insegnato un fatto meraviglioso: aveva detto che il mondo era una stella: una stella rotonda, oscillante nell'azzurro, con tante altre stelle tutto all'ingiro. Sì, sopra alla terra ed anche giù, sotto, in tutta l'aria celeste intorno al mondo galleggiavano le stelle! Ma dunque, se si andava all'orlo del mondo, proprio fino all'orlo, là dove la curva della terra comincia a scendere, si poteva certo, sporgendosi un poco (e aggrappandosi forse a un albero per non cadere) guardar giù nel cielo e veder le altre stelle, sospese sotto di sè!

Subito Nancy sentì che bisognava che ella andasse fino all'orlo del mondo a guardar giù. L'orlo del mondo! Si vedeva anche di qui. Doveva essere dietro a quegli alberi scuri, al di là delle cascine del Mulino, proprio là dove il sole era caduto, lasciando una striscia d'orizzonte incendiato.

Fu così che Nancy uscì dal suo giardino, per andare fino all'orlo del mondo.