Nancy ripetè il suo piccolo gesto sconfortato.

— Non lo so, — disse. E soggiunse con un sorriso: — Noi italiani parliamo tanto che sperdiamo, dicendole, tutte le belle cose che potremmo scrivere.

Adele, presso la finestra, alzò il capo.

— Che sia perciò, — disse ridendo, — che la nostra letteratura è così noiosa e i nostri Caffè così divertenti?

Nancy rise. E l'inglese, rivolto a lei, disse:

— Ma è possibile che i vostri pensieri, una volta detti, non esistano più?

— Oh, più, più! — disse Nancy. — Volano via, come... oh! come quei fiori diafani e tondi, quasi di piuma, nei prati... Sapete pure! quelli che a soffiarli vi dicono l'ora? Io sempre sapevo l'ora così, quando ero bambina in Inghilterra. Come si chiamano quei fiori?...

— « Dandelions », — disse l'inglese. E gli parve che quella infantile reminiscenza la ravvicinasse assai al suo cuore; e subito le parlò della sua casa nella contea di Kent, dove il suo vedovo padre Sir Frederick Kingsley e la sua unica sorellina, vivevano circondati da un vasto parco antico, tutto ombre e silenzi verdi.

— Mi fate venir la nostalgia, — disse Nancy.

Il signor Kingsley parve contento.