Io l'attendo convulsa, irrigidita. —
— Egli verrà, fremente e senza voce,
Con la superba faccia impallidita
Ed il sorriso splendido e feroce.
Verrà. L'attendo. — E penso a mia sorella,
Mia timida sorella innamorata,
Che avea sì mite il guardo e la favella
Ed il pallido viso d'ammalata! —
Egli rideva. Ella era moribonda,
Agonizzante in braccio a me giacca;