Canto il superbo gaudio, il folle giubilo
De' miei vent'anni e della mia bellezza.
L'amor, l'incanto, l'estasi, l'ebbrezza
Dell'esistenza e della gioventù!
Pallida taccio. E intorno a me si leva
D'approvazione un blando mormorìo;
E mamme di garbate signorine
Chiedono il nome del maestro mio.
A lor rispondo: Egli non fa per voi,
Mamme cortesi, il mio maestro è Dio!