Gli occhi tinti di bistro di Dafne Howard vagarono in giro alla sala e si fermarono dapprima su Leslie e poi su Myosotis.
— Quanta gioveniscenza! — esclamò, tornando alla sua strana voce affettata di falsetto, e volgendosi a Lady Randolph. — Dove le avete pescate? — Senza attender risposta continuò: — Bene, bene. Stasera Weisz conduce qui.... — e disse sottovoce una parola (un nome, o un titolo?) che le fanciulle non afferrarono.
A quell'annuncio Lady Randolph si turbò assai.
— Cosa dite! — esclamò agitata. — viene qui? Lui stesso?... Stasera! Ne siete certo?
— Sì, sì, — fece Dafne, — e riparte all'alba per Parigi. Lo farete condurre a Hounslow a prendere l'Airco.
— Ma Weisz poteva preavvisarmi! — esclamò Lady Randolph. Indi attraversò la sala e si avvicinò a Myosotis. — Aspettiamo degli ospiti augusti, — disse; — il vostro abbigliamento, — e sfiorò collo sguardo sdegnoso l'abito di Myosotis, — è assai stonato. Vi prego di andarvi a cambiare.
Myosotis si era alzata in piedi all'avvicinarsi di Lady Randolph ed ora le stava dinanzi tremante e incerta.
Le venne in soccorso Neversol.
— Per ora la lascerete qui, — disse con voce recisa. — A me piace così. Pare una governante d'Interlaken che avevo da ragazzino per insegnarmi la ginnastica e il tedesco, e che m'insegnò il significato delle parole schwärmerei, träumerei, eselei.... M'insegnò anche il delizioso proverbio del suo paese:
«Jedes Thierchen