— Cos'hai? cos'hai?... dormivi? — ansò Myosotis. — Rispondimi! Parla!

Leslie si rizzò, tutta lunga e flessuosa, con una strana mossa di leggerezza ed elasticità; e si guardò intorno con gli occhi brillanti. Poi d'un tratto fissò in volto la sorella:

— Andiamo via — disse.

Lo disse con voce così piana e strana che Myosotis credette di aver mal compreso.

— Andiamo via, — ripetè Leslie sempre con quell'aria fra l'allucinato e il sonnambulesco.

In quel momento Totò e l'uomo rosso, dal pianoforte si volsero a guardarle.

— Biondine, biondine! Cosa complottate — gridò l'uomo rosso. E rise.

E subito rise anche Leslie, d'un riso strano, d'un riso di bambina e di baccante.

Myosotis impietrita di stupore la guardò, ma ella non cessò di ridere anche quando i due uomini ebbero ripreso a far musica.

— Ma Leslie! Leslie!.... Non hai gridato? — ansò Myosotis. — T'ho pur sentito gridare?... Perchè?