— Voglio il dottore, — disse Milady.

— Se Milady comanda, — disse Lucy, — manderò subito lo chauffeur a chiamare il dottor Methuen.

— Non voglio il dottor Methuen, — disse Milady. — Voglio quell'altro dottore. Come si chiama?... Harding.

Lucy si stupì. — Oh; ma è vecchio quello, Milady! Non ha più nessuna clientela. Pare che non sappia guarire che le morsicature dei serpenti a sonagli. E poichè, — soggiunse l'ancella con inesorabile logica, — dei serpenti a sonagli qui non ce n'è, così nessuno lo manda mai a chiamare.

— Lo mando a chiamar io, — rispose Lady Randolph Grey. — Dite a Peter che vada subito. E tu, vieni a farmi le treccie e a darmi l'accappatoio celeste.

XI.

E colle treccie auree pendenti sull'accappatoio celeste, sdraiata su un divano presso la finestra, la trovò il dottor Harding un'ora più tardi quando Lucy, petulante e sarcastica, lo introdusse nella camera della sua padrona.

Il dottor Harding, ufficiale-medico delle colonie, professore di medicina tropicale e dermatologia, tremò al cospetto della sua paziente. Pareva che l'ammalato fosse lui. Il suo fine viso cereo era più cereo del solito, i mesti baffi bianchi più spioventi sopra la bocca sensitiva. Da vent'anni egli non aveva curato più nessuno, eccetto la vecchia Jessie quando aveva il reumatismo e, talvolta, la famiglia di qualche contadino troppo povero o troppo avaro per mandare a prendere il valente e moderno dottor Methuen.

Appena ebbe salutato e, obbedendo al languido gesto dell'ammalata, si fu seduto presso a lei, disse colla voce che tremava un poco per l'emozione:

— Certo vi è stato errore. Lei aspettava il dottor Methuen.