Ed ora era il turno del giovane tenore olandese. Myosotis consultò il programma che teneva tra le mani e lesse i titoli delle romanze che egli avrebbe cantato. «Sehnsucht», s'intitolava la prima.
— Sehnsucht? Che cosa vuol dire?
Inutile domandarlo a Leslie; e Myosotis volse gli occhi per la prima volta al suo vicino di sinistra. Vide che era Lord Gerard Neversol; e a lui ripetè la domanda: — Sehnsucht, che cosa vuol dire?
— Sehnsucht? — rispose il giovine, fissandola negli occhi, — vuol dire struggimento. Vuol dire.... desiderio.
— Grazie, — disse Myosotis. E tacque.
— Perchè non prosegue nelle sue domande? — chiese Lord Neversol che non aveva distolto gli occhi da lei, lasciando errare lentamente i suoi sguardi dalla pura fronte sotto ai morbidi capelli, alla puerile bocca socchiusa e alle mani un po' rosse congiunte in grembo. — Perchè non mi chiede che cosa vuol dire desiderio?
— Ma, — fece Myosotis, sorridendo, — mi pare di saperlo.
— Ah! — ribattè Lord Neversol, guardandola profondamente negli occhi, — le pare di saperlo.
E continuò a guardarla fisso, senza sorridere.
Myosotis si sentì arrossire senza sapere perchè.