— Sventurato! — disse Wilmer scotendo il capo con gravità.

— Sì, era terribile, — disse Leslie. — Figuratevi che i tagli glieli ha fatti Jessie, colle forbici. E lui gridava tanto che faceva star male tutti. Allora papà ha pregato Myosotis di suonare il pianoforte, perchè non si udissero quegli strilli.

La zia Marianna rise. — E che cosa ha suonato, signorina? — chiese, rivolto a Myosotis.

— L'inno reale, — disse Myosotis, tutta arrossente; e rise anche lei.

— Con molto pedale! — soggiunse Leslie.

Allora tutti risero; e il convalescente grugnì, rallegrato da quel piacevole suono.

In quell'istante passò accanto all'orecchio di Wilmer un insetto, volando con sonoro ronzio.

— Oh, guarda! un «fioralato!» — esclamò Leslie.

— Che cos'è? — domandò Wilmer.

— Ma, veramente, — spiegò Myosotis, — il loro nome giusto non lo sappiamo. Sono delle strane bestiole, che quando sono ferme sembrano dei fiorellini verdi. Perciò le chiamiamo così.