Nessuno — nè suo padre, nè il dottore, nè la maestra, nè Jessie — rispose. Forse non lo sapevano. L'unico che poteva saperlo era l'involto di flanella; e quello non aprì bocca.
— Quando torna?... nessuna risposta. Tutti piangevano sommessi.
— È rimasta in quel giardino?... — chiese la bimba avvicinandosi al padre che stava chino coi gomiti sulle ginocchia e il viso chiuso nelle mani.
Il padre scoppiò in singhiozzi poggiando il capo grigio sul fragile omero della sua bambina. Allora pianse anche lei molto forte e a lungo, e tutti gli altri dovettero smettere di piangere per consolarla.
Indi Miss Smith la ricondusse via.
II.
Passarono i giorni, e a Myosotis nessuno disse nulla. Per lei, la mamma s'aggirava ancora nel giardino delle Esperidi, aprendo i calici dei fiori per vedere quale contenesse il bambino più bello.
Ma una sera, girando solitaria nel giardino di Miss Smith, vide al cancello il piccolo Joe Sibthorpe che con un fucile di legno faceva finta di volerla uccidere. Ella lo chiamò e gli confidò che s'annoiava assai senza la mamma, e fu grande la sua gioia quando Joe esclamò:
— Ma dev'essere tornata. Ho sentito molti strilli in casa tua.
Myosotis partì subito, correndo per la scorciatoia che conduceva al Cottage; e Joe le trotterellò dietro, alzando il fucile ogni tanto per prendere di mira le fiere che senza dubbio stavano rintanate dietro le siepi.