— Mio Dio, — esclamò ella specchiandosi, — sembro una bambina!
— Già! — disse Myosotis, contemplando perplessa la figuretta deliziosamente infantile che le si parava dinanzi: — Devono averti creduta più giovane di quello che sei. — E soggiunse: — Sembri vestita per la prima comunione.
— Ma guarda! m'arriva appena ai ginocchi, — disse Leslie inarcando le bionde sopracciglia. — Per fortuna le calze e le scarpe sono perfette!
E fece un piccolo passo di danza, per gaiezza di cuore.
— Meno male che ha le maniche lunghe, — osservò Myosotis, — e quel collettino di pizzo. Insomma ti sta divinamente! — E abbracciò la sorellina. — Sai che così, tutta bianca, con quei capelli sciolti.... sembri «Fiorin di Neve» dei racconti delle fate!
Allora Leslie, confortata, rise e si rallegrò.
Ma quando si trattò di vestire Myosotis la cosa si fece più grave. La veste di velo celeste era così stranamente fatta, che non teneva che su una spalla; al posto della manica sinistra non vi era che una spallina di nastro affrancata con un mazzetto di rose. L'altro lato della veste scendeva, senza manica, lasciando scoperto il collo e l'omero e parte del petto. Poi mancava la sottana. Almeno così parve alle fanciulle; il drappeggio era così trasparente, che certo ci doveva essere anche una sottoveste....
La cercarono nell'armadio. Non c'era.
Allora si decisero a suonare il campanello.
Per un po' nessuno venne. Risuonarono. Allora sulla soglia apparve Lady Randolph Grey.