Era vestita di un abito verde smeraldo tutto coperto di pagliette d'argento, stretto come una guaina.

— Bene arrivate, bene arrivate, — disse sorridendo e squadrandole con occhi di falco. — Deliziose, deliziose!... — esclamò. Indi traendo a sè l'arrossente Leslie; — Questa pare uscita da un educandato di suore; da un asilo infantile! — E la baciò e le carezzò colla bianchissima mano i lunghi capelli dorati.

— Mi sembra.... temo.... di sembrare proprio una bambina, — disse Leslie un pò turbata.

— Difatti, difatti! — rise la bella dama. — E bada, se chiedono la tua età dirai che hai dodici anni.

Leslie sgranò gli occhi e si volse sbigottita a interrogare collo sguardo Myosotis.

— La ringraziamo tanto per queste bellissime vesti, — cominciò quella. — Ma potrebbe.... — soggiunse timidamente, — farmi portare la sottoveste e le maniche?

— Che maniche? Che sottoveste? — chiese Milady.

— Ma per quest'abito.... — spiegò Myosotis, ritta davanti alla sua ospite e stendendo le braccia esili e ignude; i ceruli drappeggiamenti velavano appena l'ingenuo corpo giovanile.

— La manica? La sottoveste? per questa toilette di Doucet? — Milady scoppiò in una risata. — E perchè non l'impermeabile e le soprascarpe? Ma, mia cara, siete divina così! Vedrete che cosa ne diranno i miei invitati.

— La dama d'onore della regina d'Olanda? — chiese trepida Myosotis.