Lady Randolph dette in un'altra risatina perlata. — Ma che! Quella era una storiella a tutto benefizio di vostro padre!
— Come! — esclamò Myosotis, smarrita, — Non è venuta quella signora?... E le sue due figlie?...
— Niente signora, niente figlie! — disse Milady, sempre ridendo colla testa all'indietro; e il collo ignudo le si gonfiava morbido e bianco come quello d'una colomba.
Myosotis si sentì mancare un poco il respiro.
— Del resto, troverete delle conoscenze — continuò Lady Randolph. — C'è Gerardo Neversol. C'è Totò.... ve lo ricordate Totò?... Si rallegrano tanto di vedervi. E poi, — soggiunse traendo a sè Leslie, — c'è un vecchio diplomatico che ama molto le buone e belle bambine come te; e c'è un americano, un pò sordo, ma milionario.... Insomma, un pranzo di gala. Andiamo, andiamo, fate presto!
Myosotis e Leslie si guardarono ancora, smarrite e trasognate. La voce di Milady si fece un pò più aspra.
— Fra dieci minuti suonerà il gong per il pranzo. — Prese per mano Leslie. — Tu, piccola, vieni con me. — E la trasse seco, esitante e ritrosa. Indi rivolta a Myosotis: — Vi aspettiamo nel salone al primo piano, — disse.
— Vieni, vieni presto! Non lasciarmi sola, — sussurrò Leslie, separandosi a malincuore dalla sorella.
— Andiamo, — ripetè Milady, con una nota metallica nella voce.
E Leslie la seguì.