E Alberto pensò:

—Che bel quadro, macabro e suggestivo!

L'altro alzò la fronte lievemente arrossata.

—E forse... forse siete cieco anche voi,—disse al pittore—cieco più di me, e più di questo!

Alzò le mani col teschio tondo e biancheggiante fra le dita. Poi indicando con un cenno del capo la tela:

—Non è, di noi tre, che lei... che lei che vede chiaro!... Noi brancoliamo nel buio. Essa ci guarda... e ride.

Gli sguardi di Alberto andarono dalle vuote occhiaie del teschio agli occhiali azzurri del giovane, e da quelli alle glauche iridi della donna dipinta. Un profondo turbamento, un turbamento come di sogno lo teneva.

Poi mosso da un profondo irresistibile impulso si sporse in avanti verso il pallido giovane; e sopra quel simbolo di morte che li separava, lo baciò in fronte.

. . . . . . .

Allorchè, un'ora dopo, il marchese Scotti venne a prendere suo figlio, i due giovani si lasciarono con una lunga stretta di mano.