Egli lesse:
«Amor mio,
«Quando leggerai queste righe io ti sarò vicina... ma pur lontana; tanto lontana che la tua voce non potrà più giungere fino a me; nè mai, nè mai mi potrai più richiamare.
«Leggendo questo avrai un sussulto—di stupore? d'ira? di disperazione?
«Che importa? L'irrevocabile sarà compiuto.
«E tu dopo lo strazio del primo momento, delle prime ore, dei primi giorni ritroverai la calma, riprenderai a vivere più sereno e più tranquillo; ed io sarò nel tuo ricordo null'altro che un episodio vago e lontano.
«Tu avrai parlato con Adriano; saprai tutto. Ti avrà detto che fui io, io a spingerlo a quell'atto indicibile e spaventoso. E avrai orrore di me.
«Forse se io ti parlassi—colle tue mani nelle mie mani, coi miei occhi nei tuoi—potrei attenuare la mia colpa, convincerti che in quel tragico fatto fui più sventurata che malvagia, più aberrata che abominevole.
«Ma io non ho il coraggio di affrontare una spiegazione burrascosa con te. Un'improvvisa immensa stanchezza mi assale, un desiderio di sfuggire a tutte le spiegazioni e a tutte le burrasche.
«E il pensiero del tuo imminente ritorno afforza e affretta il mio proposito.