«Perciò ti lascio.
«Io sarò stata per te la Donna che passa e sparisce—la Tragedia che ti ha sfiorato e che ti lascia incolume.
. . . . . . .
«O mio diletto, addio!»
XXI.
Alberto rimase impietrito, immobile, lo sguardo stralunato fisso sul foglio; tratteneva il respiro; non osava nè muoversi nè alzare gli occhi. Un senso di terrore gli fasciava le membra come un lenzuolo diaccio.
Solo? Era solo, qui? O vi era qualcun altro, un'Ombra, una Presenza immateriale, là, accanto—separata da lui soltanto da quella portiera, da quell'uscio chiuso?
Piano, quasi avesse paura di farsi sentire, depose sulla tavola il foglio; poi volse cauto, lento, gli occhi in giro interrogando gli angoli più remoti della stanza. Dalle pareti, dai cavalletti lo guardavano i suoi quadri: i suoi quadri stonati e ambigui, dai colori falsi, dalle forme grottesche.