«Dimmi, Luisa! dimmi — che cosa ho io scordato?»

Ma ella mi fissa con quegli occhi tragici, ossessionati, e susurra:

«Taci, taci, mia povera Chérie.» E mi posa la mano fredda sulle labbra come se volesse chiudermele.

Ma io voglio, voglio ricordare. Voglio riordinare [pg!169] i miei pensieri e scrivere in queste pagine tutto ciò che di quei giorni e di quelle notti terribili mi è rimasto nella memoria.

Da un punto in poi ricordo tutto. Non so quando nè come fuggimmo da casa nostra.... ma mi ritrovo con Luisa e Mirella nascosta nei boschi; affamata, assetata, battendo i denti per la febbre e il terrore. Il mio primo ricordo è di aver visto, attraverso gli alberi, il campanile della nostra chiesa ardere come una torcia, e vacillare, e crollare in una densa nube di fumo e di fiamme.... Eravamo appiattate in un fosso, coi ginocchi nell'acqua, le teste chine sotto a un folto di rovi che ci laceravano il viso e le mani — udivamo da lontano il furioso galoppo degli ulani. Si avvicinavano.... si avvicinavano sempre più — finalmente li scorgemmo tra il fogliame fermarsi a pochi passi da noi.

In un cespuglio poco discosto erano accovacciati i due bambini della vedova Duroc, Carletto e Nino.

Ebbene noi vedemmo quei soldati — sì, li vedemmo e mi par di vederli ancora! — stritolare col calcio dei loro fucili i piedini di quei miseri bimbi, — beffeggiandoli poi, invitandoli con grossolane risate a «scappare a casa!...» [pg!170] Finchè vivo non mi uscirà dagli occhi quella visione: i due ragazzetti che si dibattevano strillando nella stretta di quegli uomini che, tenendoli per le spalle, li forzavano a star ritti — mentre due altri colpivano, pestavano quei piccoli piedi che si affondavano sanguinanti nel terreno....

Da quel punto in poi ricordo tutto. Ma prima?... Prima?

Quella nebbia bianca mi riempie il cervello, ora si sposta un poco, ora si solleva per un attimo.... poi torna ad avvolgere tutto in una impenetrabile nebulosità.

Cosa vuol dire Luisa quando mi chiede se ho scordato? Voglio forzarmi, forzarmi a ricordare.