Il Vicario scosse la bella testa grigia. «Triste, [pg!207] triste, invero,» mormorò. «Ed Ella desidera probabilmente che io l'assista ad andarlo a trovare?»

«No!» La parola uscì quasi come un grido dalle labbra della donna, ed improvvise lagrime le soffusero gli occhi, le scesero per le guancie e le caddero sulle mani giunte — quelle povere mani inguantate di nero.

«E allora?...» interrogò il Ministro colla testa ancora più inclinata sull'omero.

Luisa sollevò le nere ciglia e fissò lo sguardo angosciato su quella bella faccia benigna che le stava dinanzi; vide quella fronte blanda e benevola, quelle labbra sottili e strette, e le mani bellissime — il Vicario sapeva di avere le mani bellissime — colla punta delle dieci dita leggermente unite. E Luisa sentì nell'animo la certezza che se avesse domandato a costui pietà, protezione o denaro — tutto ciò le sarebbe accordato. Ma sentì pure che ciò ch'ella stava per implorare da lui avrebbe incontrato una inesorabile ripulsa. Tuttavia non potè, nè volle indietreggiare. Ella ripetè a sè stessa che questo sarebbe stato l'ultimo passo, l'ultimo sforzo che avrebbe tentato per ottenere soccorso. Non era egli il sacerdote, il rappresentante del divino Potere e della divina Pietà?

[pg!208] Con un singulto si fece il segno della croce, cadde in ginocchio davanti a lui e gli afferrò la mano. «Mon Père...» balbettò — non altrimenti soleva ella rivolgersi al vecchio curato di Bomal, trucidato in quella notte indimenticabile — «ah! mon Père —»

Il prete inglese e protestante ritrasse bruscamente la mano da quella stretta.

«Vi prego, signora, di non parlarmi così. Vi prego inoltre di rialzarvi e di mettervi a sedere.» E tra sè e sè sospirò: «Ahimè! Come sono melodrammatiche queste razze latine! Povera donna! Come se tutta questa teatralità fosse necessaria per venire a chiedermi qualche sterlina, o per annunciarmi che non va d'accordo con quella buona e irascibile signora Whitaker!»

Luisa, fattasi prima rossa e poi pallida si era prontamente rialzata. «Perdonate...» mormorò, profondamente mortificata.

E allora anche il buon Vicario si fece rosso e la coscienza gli rimorse per averla trattata con tanta rudezza.

In quel momento si aprì la porta ed entrò la signora Yule, mite donna dalla fronte serena e dagli occhi di bontà. Era con lei il dottor Reynolds, che portava in mano la sua borsa chirurgica di pelle nera.