Balzò in piedi.

«Dottore!...» balbettò «Signora!... Devo dire... devo parlare....»

Si coprì il volto.

«Parlate, cara,» disse dolcemente la signora Yule.

Il Vicario mosse un passo innanzi. Guardò incerto da Luisa a sua moglie, poi il dottore. «Forse desiderate che io vi lasci....»

[pg!213] Ma Luisa gli stese una mano tremante. «Ah, no!» supplicò. «Voi siete il medico dell'anima. Ed è tanto malata l'anima mia!»

«Sono onorato della vostra confidenza, signora,» disse, grave e cortese. E sedendo accanto a Luisa, aspettò che parlasse.

Nè aspettò invano. Coll'eloquenza della disperazione, colla veemenza della follia, Luisa mise a nudo l'anima torturata, rivelò la storia del suo martirio.

In quella stanza tranquilla, nella placida sicurtà di quella religiosa dimora inglese furono rievocate le scene orrende di strage, d'orgia e di brutale violenza, nelle quali il nemico coi piedi lordi di fango e di sangue aveva calpestato l'anima di tre creature inermi. L'oltraggio fu ricompiuto dinanzi agli ascoltatori inorriditi.

Luisa era sorta in piedi — una figura alta, nera, con viso spettrale. Era dessa la Tragedia vivente, lo Spirito della Femminilità che la guerra strazia ed infrange; era ella il Cordoglio del Mondo.