La signora Yule strinse fra le sue quelle mani inguantate di nero. Che cosa conta, pensava, se quello scoppio di pianto fu provocato dalle condizioni di salute di quest'infelice, dai suoi nervi sovreccitati, o da qualche suo proprio intimo dolore?... Il fatto restava ch'essa era scoppiata in lacrime alla notizia della sventura di Mary. L'anima della signora Yule ne fu tocca. Nè mai più lo scordò.

Sedette accanto a Luisa e le parlò in francese affettuosamente:

«Voi siete belga, cara signora? Pensate che [pg!211] io sono stata in collegio a Bruxelles.» Infatti il suo accento francese era perfetto, diverso dal parigino soltanto per quel vezzo che hanno i valloni di chiudere le vocali alla finale delle parole. «Già da tempo sarei venuta io stessa a vedervi e pregarvi di fare amicizia colla mia Mary» — e le strinse di nuovo la mano — «di cui la disgrazia ha tanto afflitto il vostro tenero cuore; ma, come avrete forse saputo, mio figlio si è fatto male al foot-ball, e da parecchie settimane io non esco di casa. — Un momento, dottore!» soggiunse, vedendo che questi si accommiatava da suo marito. «Voglio presentarvi alla signora Brandès....» E, volta a Luisa, «Ecco,» disse, «il nostro miglior amico — il dottor Reynolds. Un angelo d'uomo, e uno scienziato valente.»

«Ci conosciamo,» disse il dottor Reynolds stringendo la mano a Luisa e guardandola bene in viso con que' suoi occhi miopi e penetranti. «La figlioletta di Madame Brandès,» soggiunse rivolto alla signora Yule, «è una mia piccola paziente.»

«Ah, davvero?» disse quella.

Vi fu un momento di silenzio; poi il medico, volgendosi al Vicario, abbassò la voce:

«E' un caso pietosissimo. La loro abitazione è stata invasa, e pare che la bambina ne abbia [pg!212] avuto un terribile spavento. Fatto sta che ha perduto la ragione e la favella. E' un caso veramente doloroso.»

Fu la signora Yule cui questa volta le vivide lagrime di pietà riempirono gli occhi. Con uno slancio di tenerezza si chinò improvvisamente e baciò la pallida guancia dell'esiliata.

Allora, come al bagliore d'una folgore, s'illuminò il buio nell'anima di Luisa. Essa sentì che ora o giammai doveva svelare il suo segreto; ora o giammai doveva tentare l'ultimo sforzo, la suprema lotta per la liberazione e la vita.

Le sue nere pupille andavano dai dolci occhi della signora Yule, ancora nuotanti nel pianto, alla faccia grave e pietosa del dottore. E la speranza come una cosa viva le corse nel cuore. Il sangue le affluì alle guancia.