Luisa si chinò verso di lei ansante. «Tu non sarai la tragica madre d'una creatura ancor più tragica —».

Ma Chérie colle mani in croce sopra il petto, non ascoltava — non udiva. Nel consacrato atteggiamento di verginale estasi ed umiltà, ella ascoltava un'altra voce — la voce della creatura [pg!247] non nata, che a lei chiedeva il dono della vita.

E a quella voce rispondeva il suo sangue, rispondeva la sua anima, rispondeva l'istinto sublime e trionfale della Maternità.

[pg!248]

XVIII.

Il dottor Reynolds mantenne la promessa fatta a Luisa.

A Londra, in una clinica privata, l'opera spietata e misericordiosa fu compiuta. La scintilla di vita, non anco accesa fu spenta.

Dal profondo delle tenebre, dalla Vallata della Morte, lentamente, con trepidi passi Luisa risalì verso la vita.

. . . . .

Durante i due mesi ch'ella fu nella clinica non vide nè Chérie nè Mirella; ma la signora Yule, affettuosa e tenera, veniva ogni giorno da Maylands a portargliene notizie, narrando quanto ella stessa e suo marito erano felici di ospitarle al Vicariato.