Così, mentre nel villaggetto di Bomal, Chérie e Cecilia, Jeannette e Mirella correvano pel giardino soleggiato, a un lontano balcone di Berlino si affacciava in quell'ora stessa un uomo dalla barba grigia.

Ai suoi piedi ondeggiava una folla convulsa e tumultuosa. Parlava, parlava l'uomo dalla barba grigia. E prometteva sangue alle jene.

... Così, mentre le quattro soavi fanciulle progettavano sorridenti la festa che avrebbero fatta il quattro d'agosto, da quel balcone sulla Wilhelmstrasse veniva pronunciata la sentenza che determinava il loro fato e il fato dell'Europa.

«... Inviteremo Lucilla, Cricri e Verbena,» diceva Chérie.

[pg!30] «Distruggeremo quanti si porranno sulla nostra via!» gridava l'uomo sul balcone.

«... Faremo musica,» diceva Jeannette.

«Abbatteremo su loro il nostro pugno di ferro,» diceva l'uomo sul balcone.

«... E balleremo,» rise Mirella.

«E il nostro calcagno ferrato li schiaccerà,» disse Von Bethmann Holweg.

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