V.

Le fanciulle, nelle vesti di mussola e le scarpette di raso, si sparpagliarono verso le loro case come un volo di farfalle spaurite.

L'avevano sognato, o c'era stato proprio, mentr'esse correvano sopra il ponte, un suono profondo e rimbombante come tuono lontano?... Ristettero ad ascoltare.

Sì.... eccolo di nuovo quel profondo fragore, tuonante da lungi nella notte stellata.

«Jésus, Marie, St. Joseph, ayez pitié de nous,» susurrò Jeannette, e le altre ripeterono tremanti la invocazione. Quindi attraversarono correndo il ponte e giunsero alle loro abitazioni.

***

Luisa, Chérie e Mirella erano rimaste sole nella casa deserta. Quando salirono a cercare [pg!64] di Frida trovarono la sua stanza vuota. Nulla di suo vi rimaneva, soltanto due libri — il «Deutscher Dichterschatz», e «Der Trompeter von Säkkingen» — giacevano sulla tavola, e il busto in gesso di Mozart stava ancora al suo posto sul caminetto.

«Sarà sgusciata via mentre noi parlavamo con Florian», disse a bassa voce Chérie volgendo una faccia pallida e stravolta a Luisa che girava lo sguardo stupefatto intorno alla stanza vuota.

«Era una vipera,» osservò Mirella tenendosi un po' più stretta al braccio di sua madre. «E anche Fritz era un serpe.»

Al nome di Fritz Luisa fu scossa da un brivido.